
Oggi al Parlamento europeo è stata approvata la relazione sulla crisi abitativa, che ormai dilaga in tutto il continente e colpisce anzitutto le classi popolari - ma ormai sempre più anche le classi medie.
Noi abbiamo votato convintamente CONTRO.
Perché le "soluzioni" proposte non affrontano le cause della crisi. Al contrario, rafforzano le stesse logiche che l'hanno prodotta.
- Libero mercato
- Speculazione immobiliare
- Finanziarizzazione
Abbiamo provato a migliorare il testo.
Insieme ai miei compagni di The Left abbiamo presentato 35 emendamenti per cambiare davvero l'impostazione della relazione. Ma la maggior parte delle nostre proposte - ragionevoli, perfino moderate - è stata bocciata.
Di seguito alcuni esempi:
- Emendamento 30
"Sollecita gli Stati membri a scoraggiare l'accumulo speculativo di alloggi vuoti attraverso misure fiscali e normative."- Emendamento 32
"Sottolinea la necessità di contrastare la criminalizzazione dell'occupazione degli alloggi vacanti, in particolare le proprietà pubbliche e gli immobili detenuti da proprietari che possiedono più beni residenziali, laddove tale occupazione sia effettuata da persone che non sono in grado di permettersi un alloggio ai tassi si mercato prevalenti;
invita gli stati membri a incoraggiare la ristrutturazione degli edifici abbandonati o deliberatamente trascurati."- Emendamento 34
"Esorta gli Stati membri ad attuare misure di protezione per le persone che non sono in grado di pagare l'affitto, tra cui il divieto di sfratto per mancato pagamento del canone di locazione quando non è possibile fornire alternative dignitose; chiede misure di protezione speciali per garantire che i minori non siano sfrattati e l'istituzione di una moratoria europea sugli sfratti in inverno."- Emendamento 38
"Chiede che siano messe in atto misure giuridiche e di tutela sociale per garantire la piena protezione delle residenze principali, tra cui una moratoria generale per quanto riguarda l'esecuzione ipotecaria, gli sgomberi forzati e le aste"- Emendamento 40
"Invita gli Stati membri a garantire quote specifiche per le donne in fuga da contesti di violenza domestica, sfruttamento sessuale o tratta di esseri umani nei programmi di edilizia sociale e pubblica e nei servizi di sostegno integranti le politiche abitative"- Emendamento 41
"Ritiene fondamentale investire in un patrimonio abitativo pubblico in grado di influenzare le condizioni generali del mercato e invita la Commissione a proporre un piano europeo per la costruzione di alloggi pubblici e sociali volto a ridurre le diseguaglianze."- Emendamento 42
"Afferma che nessuna unità abitativa che sia stata costruita interamente o parzialmente con fondi pubblici o che abbia ricevuto un sostegno finanziario a prescindere dalla sua entità, proveniente da risorse pubbliche dovrebbe essere venduta, trasferita o altrimenti messa a disposizione sul mercato immobiliare privato."- Emendamento 43
"Invita la Commissione a proporre una nuova direttiva che regolamenti in modo equo le locazioni a breve termine."- Emendamento 44
"Invita gli Stati membri e le autorità locali a utilizzare tutti gli strumenti attualmente disponibili per combattere gli abusi legati alla "airbnb-izzazione", in particolare la possibilità di istrituire zone riservate alle abitazioni principali e di definire una quota massima di unità destinate alla locazione turstica nelle zone a domanda elebata."- Emendamento 47
"Invita la Commissione a proporre un quadro europeo vincolante per frenare la speculazione abitativa e immobiliare e per prevenire aumenti eccessivi dei canoni di locazione."
È stata persa un'occasione importante.
Le lobby dell'immobiliare continuano a dettare l'agenda politica europea sulle politiche abitative. Noi, per ottenere dei risultati, dobbiamo costruire la contro-lobby del diritto alla casa. Dobbiamo far valere le ragioni e organizzare la forza di tutti coloro che oggi pagano le conseguenze della crisi abitativa.
La casa è un diritto, non una merce né un asset finanziario, tantomeno un bene speculativo.
Casa per tutti/e, miseria per nessuno !

