Signora Presidente, onorevoli colleghi, l'Ungheria è un paese europeo tenuto in ostaggio da un regime autoritario e corrotto.
Cari colleghi, guardiamo ai fatti più recenti.
Come agisce un governo liberticida ai tempi dell'intelligenza artificiale? Viktor Orbán ci mostra la via: prima vieta il Pride, marchiando la comunità LGBTQI+ come "pericolosa per i bambini" – forse glielo ha suggerito il suo amico Putin. Poi minaccia di utilizzare il riconoscimento facciale per identificare e punire chiunque osi manifestare comunque. Complimenti!
E sul fronte della politica estera? Anche lì Orbán non delude. Dopo aver espresso solidarietà a Marine Le Pen – condannata per aver rubato milioni di fondi pubblici – oggi riceve a Budapest, con tutti gli onori, il criminale di guerra Netanyahu. Invece di arrestarlo, come richiesto dalla Corte penale internazionale, lo accoglie a braccia aperte.
Dunque, che lo Stato di diritto in Ungheria fosse ormai ridotto in macerie lo sapevamo bene. Ma qui si sta superando ogni limite: lo spregio del diritto, delle libertà civili ha raggiunto un punto di non ritorno.
Ma per fortuna, nonostante la propaganda, molti ungheresi stanno aprendo gli occhi. Il fascismo sarà sconfitto.
