Ispezione presso la casa circondariale di Brescia “Canton Mombello”

17 Agosto, 2025

L’ispezione presso la casa circondariale di Brescia “Canton Mombello” ha confermato una condizione di grave e strutturale violazione dei diritti fondamentali delle persone detenute.

L’istituto presenta un tasso di sovraffollamento insostenibile: a fronte di una capienza regolamentare di 186 posti, risultano presenti 371 persone, quasi il doppio del previsto (e molti sono “definitivi”).

In tali condizioni non è ovviamente possibile garantire il rispetto delle norme europee, in particolare della sentenza Torregiani della Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha già condannato l’Italia per trattamenti inumani e degradanti tra cui la mancanza di spazio. Le celle sono di dimensioni estremamente ridotte, tanto da rendere difficile persino muoversi. In alcune dormono fino a dodici persone, costrette a condividere un unico bagno.

L’acqua esce esclusivamente bollente e le docce coincidono con il bagno alla turca, su cui è stato montato un rudimentale impianto di erogazione. Particolarmente allarmante è la situazione al quarto piano, dove si registra una diffusa infestazione di cimici. I corpi delle persone detenute portano i segni delle punture; ogni sera i concellini tentano una sorta di disinfestazione artigianale, in assenza di un intervento adeguato ed efficace da parte di chi di dovere. Alla mancanza di percorsi riabilitativi e di supporto si supplisce, come purtroppo avviene in molti istituti italiani, con un massiccio ricorso agli psicofarmaci.

Questa medicalizzazione non rappresenta una cura, ma soltanto una gestione passiva del disagio prodotto da condizioni di vita intollerabili. Il livello di sofferenza psicologica è altissimo, aggravato dal caldo estivo che rende la detenzione ancor più insopportabile. Inoltre, le persone recluse sono profondamente scosse dal recente suicidio di un compagno. Ci è stato riferito che non si trattava del primo tentativo e che “molti altri si sentono sul punto di fare lo stesso.” L’atmosfera di disperazione e abbandono è tangibile, con un rischio concreto di ulteriori gesti estremi.

Il carcere di Brescia rappresenta in modo emblematico la crisi dell’intero sistema penitenziario italiano, in cui sovraffollamento, degrado materiale e assenza di percorsi riabilitativi reali convergono nel produrre sofferenza, umiliare e negare ogni possibilità di crescita personale. Ministro Nordio, urgono misure di clemenza per ridurre immediatamente la pressione sulle carceri.

L’Italia, se vuole dimostrarsi un paese civile, non può tollerare oltre questa situazione indegna.

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