Signora Presidente, onorevoli colleghi, con la vergognosa operazione in Albania di coloniale memoria, il governo italiano si è fatto avanguardia di un attacco europeo contro le migrazioni e il diritto d'asilo.
Il tentativo, per ora fallito, di esternalizzare la detenzione in un campo di concentramento su territorio straniero e di accelerare le procedure di valutazione e rimpatrio dei migranti rappresenta: 1, una crudele sofferenza e umiliazione per le persone deportate in alto mare e trattate come umanità sacrificabile; 2, una prova di assoluta incompetenza, dato che l'illegittimità dell'operazione era evidente fin dall'inizio; 3, un'inquietante forzatura da destra del diritto internazionale che tutela i diritti delle persone in movimento.
Normalmente, un governo che ha esposto il proprio Paese a una simile figuraccia internazionale dovrebbe dimettersi per manifesta incapacità e mancanza di etica. Il Parlamento europeo dovrebbe prendere le distanze e condannarlo. L'operazione Albania dovrebbe essere immediatamente interrotta, mentre dobbiamo impegnarci per creare canali sicuri per la migrazione.
