Interventi di un minuto su questioni di rilevanza politica
Signor Presidente, onorevoli colleghi, da oltre 60 anni Cuba vive sotto embargo degli Stati Uniti, un embargo criminale che ha già imposto troppe sofferenze alla popolazione e ha impedito il libero sviluppo dell'isola.
Ma oggi assistiamo a una nuova e pericolosa escalation: dal 29 gennaio l'amministrazione Trump sta cercando di strangolare definitivamente questo paese con un blocco energetico senza precedenti. Le conseguenze sono gravissime. La crisi umanitaria si aggrava ogni giorno: blackout, carenze di beni essenziali, ospedali senza medicine.
Non stiamo parlando di astratte dispute geopolitiche: stiamo parlando della vita concreta di 11 milioni di uomini, donne e bambini. Si tratta di una punizione collettiva inflitta a un intero popolo, una pratica illegale secondo il diritto internazionale.
Ma lo sappiamo: per Trump il diritto internazionale è carta straccia e farà tutto ciò che è in suo potere per soffocare la libertà e l'autodeterminazione del popolo cubano, colpevole di vivere in quello che lui ritiene essere il suo cortile di casa.
E di fronte a questa arroganza e disumanità, l'Europa ancora una volta tace. Un silenzio vergognoso, complice, pavido. Cos'altro ancora deve accadere per comprendere che gli Stati Uniti rappresentano un pericolo per l'umanità intera? Solidarietà al popolo cubano.
Divario retributivo e pensionistico di genere nell'UE: situazione attuale, sfide e via da seguire, nonché elaborazione di orientamenti per una migliore valutazione e una remunerazione più equa del lavoro nei settori a prevalenza femminile (discussione)
Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Italia, nonostante livelli di istruzione sempre più alti e superiori agli uomini, le donne continuano a partecipare meno al mercato del lavoro, guadagnano meno e raramente ricoprono ruoli dirigenziali.
In compenso, sostengono gran parte del lavoro domestico e di cura, invisibile, non pagato e spesso non riconosciuto nemmeno da chi ne beneficia. Agli uomini spetta invece il lavoro retribuito, quello che garantisce autonomia, indipendenza e potere.
Questo non è il frutto di una libera scelta. È il risultato di un sistema di potere antico e ostinato: il patriarcato. Le donne hanno lottato e lottano per cambiare questo stato di cose e il cambiamento avanza. Ma incontra ancora tante, troppe resistenze maschiliste, dentro e fuori le istituzioni.
Un esempio recente è la decisione della maggioranza del governo di Giorgia Meloni di bocciare la proposta del congedo parentale paritario. Una scelta imbarazzante. Una scelta che la dice lunga sulla destra oggi al potere: radicalmente ostile all'emancipazione femminile e alla parità di genere.
È proprio vero: non basta avere una donna a capo del governo per fare politiche in favore delle donne, soprattutto se si ostina a comportarsi come un uomo qualunque.
Eventi meteorologici estremi in particolare in Portogallo, Italia meridionale, Malta e Grecia: la risposta europea per rafforzare la prontezza, la preparazione e i meccanismi di solidarietà (discussione)
Signora Presidente, onorevoli colleghi, gli eventi climatici estremi che colpiscono il Sud Italia non sono calamità isolate. Sono il segno evidente della crisi sistemica dell'Antropocene.
In Italia, dove il ciclone Harry si è abbattuto con violenza su Sicilia, Calabria e Sardegna, questi eventi segnano il punto di saldatura fra la crisi climatica e le disuguaglianze sociali. Cicloni, mareggiate, alluvioni, incendi e siccità vanno a colpire territori depressi, già segnati da scarse opportunità, spopolamento, infrastrutture fragili, servizi ridotti.
La crisi climatica aggrava così quella famosa "questione meridionale" di cui Antonio Gramsci parlava un secolo fa, criticando il capitalismo italiano.
Bisogna smetterla di trattare il Sud e le isole come colonie interne, buone al massimo per il turismo stagionale. Le risposte non possono limitarsi all'emergenza. Serve prevenzione, cura del territorio, investimenti strutturali e protagonismo delle comunità locali. Altro che grandi opere! Altro che ponte sullo Stretto! Quei soldi vadano a Niscemi, vadano alle popolazioni colpite, vadano in aiuti e servizi veramente utili.
COMUNICATO STAMPA: *CASA, SALIS E SCUDERI (AVS): GRANDE PARTECIPAZIONE A INCONTRI TERRITORIALI, ORA AVANTI IN SINERGIA*
Si è chiuso il ciclo di incontri “Insieme per il diritto all’abitare”, promosso dalle europarlamentari di Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Salis (The Left) e Benedetta Scuderi (Verdi/ALE) a Torino, Milano e Genova. Durante gli appuntamenti, Salis e Scuderi si sono confrontate con esponenti delle amministrazioni locali, attivisti e attiviste, movimenti e realtà territoriali, creando una piattaforma comune per l’elaborazione di risposte concrete alla crisi abitativa.
“Usare soldi pubblici per costruire di più e a prezzi di lusso non è la soluzione. Sia in Ue che in Italia con il governo Meloni la strada intrapresa è quella che porta all’aumento della disuguaglianza sociale. Il diritto all’abitare è un diritto primario: non solo si deve garantire in modo adeguato, ma si deve anche porre in relazione alla fruibilità di spazi sociali e di comunità. Gli incontri sono stati molto partecipati e per questo ringraziamo le tante realtà territoriali intervenute, che sono lo specchio delle moltissime istanze dell’emergenza abitativa e che lavorano da anni sui territori per resistere alla deriva speculativa che tratta la casa come una merce e non come un diritto. Abbiamo visto tanta voglia di continuare a collaborare, adesso andremo avanti nella battaglia rafforzando queste sinergie con una proiezione concreta nella nostra attività parlamentare”, affermano Salis e Scuderi.
Topical debate requested by a political group (S&D) (Rule 169) - State violence in Minneapolis and the rule of law in the United States (topical debate)
Madam President, I want to use this minute to send from here, from the European Parliament, all my and our solidarity to the families and friends of Renee Good and Alex Pretti.
Renee and Alex paid with their lives for what is right: standing against ICE; standing against raids, abductions and deportations; supporting neighbours in their own communities. That is what anti-fascism looks like today. We hold their memory in our hearts. Alex and Renee will always remain a powerful example.
In the United States, there is ICE, but here in Europe, there is Frontex. And because of their actions, the Mediterranean has become the deadliest migration route in the world. Only days ago, nearly 1 000 people lost their lives trying to cross it.
Anti-fascism from one side of the ocean to the other means resisting nationalism and its border regimes. It means showing empathy, staying human. It means believing, still, in a simple and radical principle: the equality of all human beings. It means saving lives at sea, supporting someone across the mountain trail, cooking a free meal, providing legal support, disrupting the machinery of deportation. This is anti-fascism; this is us.
Long live Renee Good; long live Alex Pretti.
Urgent need to address the humanitarian catastrophe in Sudan and to achieve a sustainable peace (debate)
Mr President, in Sudan, over 12 million people have been displaced. Epidemics and famine are spreading. Essential infrastructure has collapsed. Refugees find closed borders and degrading conditions.
And yet, the international community, including the EU, is largely ignoring this war; a horrific war that is the toxic result of illegal gold trafficking, of a popular revolution crushed in blood, of a betrayed democratic transition of armed militias sustained by regional and international powers.
Now, Sudan is flooded with weapons coming from all over the world. The EU itself, under the Valletta action plan aimed at stopping migration, used to provide the military equipment. The Emirates are supplying weapons to the RSF, including weapons purchased from the EU.
This must stop. Arms sales to all parties must end. Disarmament is a necessary condition to break the spiral of violence. The current arms embargo, limited to Darfur, is not enough. It must be extended to the whole Sudan.
Let's support the civil society and the diaspora. Let's support those who carried out the revolution.
Eventi meteorologici estremi in particolare in Portogallo, Italia meridionale, Malta e Grecia: la risposta europea per rafforzare la prontezza, la preparazione e i meccanismi di solidarietà (dibattito)
Signora Presidente, onorevoli colleghi, gli eventi climatici estremi che colpiscono il Sud Italia non sono calamità isolate. Sono il segno evidente della crisi sistemica dell'Antropocene.
In Italia, dove il ciclone Harry si è abbattuto con violenza su Sicilia, Calabria e Sardegna, questi eventi segnano il punto di saldatura fra la crisi climatica e le disuguaglianze sociali. Cicloni, mareggiate, alluvioni, incendi e siccità vanno a colpire territori depressi, già segnati da scarse opportunità, spopolamento, infrastrutture fragili, servizi ridotti.
La crisi climatica aggrava così quella famosa "questione meridionale" di cui Antonio Gramsci parlava un secolo fa, criticando il capitalismo italiano.
Bisogna smetterla di trattare il Sud e le isole come colonie interne, buone al massimo per il turismo stagionale. Le risposte non possono limitarsi all'emergenza. Serve prevenzione, cura del territorio, investimenti strutturali e protagonismo delle comunità locali. Altro che grandi opere! Altro che ponte sullo Stretto! Quei soldi vadano a Niscemi, vadano alle popolazioni colpite, vadano in aiuti e servizi veramente utili.
Situation in Northeast Syria, the violence against civilians and the need to maintain a sustainable ceasefire (debate)
Mr President, in recent days we have lived through deep, dark concern for the fate of the Autonomous Administration of North and East Syria, for the present and the future of the Democratic Confederalist Revolution. We fear the worst. But as our comrades on the ground taught us, we never abandoned resistance. We never lost hope. Now, an agreement with the transitional government of Syria has been signed. If this was possible, it is thanks to the massive, powerful mobilisation of the peoples of north‑east Syria. It is thanks to the rise of the Kurdish people across Türkiye, Iraq and Iran. And it is also thanks to the international solidarity.
Now we must stay vigilant. We must ensure that every single term of that agreement is respected. We are not naive. We know that agreements are often disrespected and always reflect the relations of power. This is why it's up to us to do everything we can to strengthen DAANES. Democratic confederalism is not just a regional project. It is a concrete alternative of peace and justice in a world dominated by nationalism, supremacism and violence. It is for the Kurds, but not only for the Kurds. It is for Arabs, Assyrians, Armenians, Yazidis and Turkmen. It is for women. It is for everyone who wishes to live free. This struggle concerns us all.
And as for the illegal siege of Kobani: humanitarian access now.