Signor Presidente, onorevoli colleghi, da oltre 60 anni Cuba vive sotto embargo degli Stati Uniti, un embargo criminale che ha già imposto troppe sofferenze alla popolazione e ha impedito il libero sviluppo dell'isola.
Ma oggi assistiamo a una nuova e pericolosa escalation: dal 29 gennaio l'amministrazione Trump sta cercando di strangolare definitivamente questo paese con un blocco energetico senza precedenti. Le conseguenze sono gravissime. La crisi umanitaria si aggrava ogni giorno: blackout, carenze di beni essenziali, ospedali senza medicine.
Non stiamo parlando di astratte dispute geopolitiche: stiamo parlando della vita concreta di 11 milioni di uomini, donne e bambini. Si tratta di una punizione collettiva inflitta a un intero popolo, una pratica illegale secondo il diritto internazionale.
Ma lo sappiamo: per Trump il diritto internazionale è carta straccia e farà tutto ciò che è in suo potere per soffocare la libertà e l'autodeterminazione del popolo cubano, colpevole di vivere in quello che lui ritiene essere il suo cortile di casa.
E di fronte a questa arroganza e disumanità, l'Europa ancora una volta tace. Un silenzio vergognoso, complice, pavido. Cos'altro ancora deve accadere per comprendere che gli Stati Uniti rappresentano un pericolo per l'umanità intera? Solidarietà al popolo cubano.
