Signora Presidente, onorevoli colleghi, libertà di riunione nell'Ungheria di Orban? Solo per chi fa comodo al regime. Da un lato, si vieta il Pride, si censura la libertà di espressione di migliaia di cittadine e cittadini ungheresi ed europei, si criminalizza la comunità LGBTQI+ con l'assurda infamante accusa di essere pericolosa per i bambini e, dall'altro, si tollera la parata neonazista del cosiddetto Giorno dell'onore, che ogni febbraio infesta le strade di Budapest. Un raduno internazionale di militanti di estrema destra, razzisti, omofobi, suprematisti, fanatici religiosi, portatori di odio e di violenza, che rappresentano un pericolo reale per chiunque non si conformi alla loro orrenda ideologia.
Ecco quindi il volto di un regime compromesso con l'estrema destra più radicale. Un potere oscurantista non poi così diverso dai talebani o dagli ayatollah. Non possiamo accettarlo. Se il governo ungherese calpesta le libertà fondamentali e reprime le minoranze, allora va sanzionato e isolato. I soldi dei contribuenti europei non devono finanziare la repressione di un regime. Solidarietà al Pride e a chi avrà il coraggio di manifestare comunque per un'Ungheria migliore e libera. Solidarietà a Maja in sciopero della fame, che resiste con dignità e fierezza...
