Signora Presidente, onorevoli colleghi, gli eventi climatici estremi che colpiscono il Sud Italia non sono calamità isolate. Sono il segno evidente della crisi sistemica dell'Antropocene.
In Italia, dove il ciclone Harry si è abbattuto con violenza su Sicilia, Calabria e Sardegna, questi eventi segnano il punto di saldatura fra la crisi climatica e le disuguaglianze sociali. Cicloni, mareggiate, alluvioni, incendi e siccità vanno a colpire territori depressi, già segnati da scarse opportunità, spopolamento, infrastrutture fragili, servizi ridotti.
La crisi climatica aggrava così quella famosa "questione meridionale" di cui Antonio Gramsci parlava un secolo fa, criticando il capitalismo italiano.
Bisogna smetterla di trattare il Sud e le isole come colonie interne, buone al massimo per il turismo stagionale. Le risposte non possono limitarsi all'emergenza. Serve prevenzione, cura del territorio, investimenti strutturali e protagonismo delle comunità locali. Altro che grandi opere! Altro che ponte sullo Stretto! Quei soldi vadano a Niscemi, vadano alle popolazioni colpite, vadano in aiuti e servizi veramente utili.
